Potrei chiamarla “resistenza”

A chiunque parlassi, se di resistenza s’arrivava a parlare, diventava bislacco e perlopiù fuorviante il senso del discorso. Resistenza, quella del resistere, il provare a trattenere con tutto il corpo, in attrito con la forza predominante (il vettore). Buffo. Buffo ancora di più, quando pensi all’aurea estremamente positiva che contestualizza questo concetto. Il resistere è potere dei forti, di chi non deve chiedere, mai.. è la prova tangibile del riuscire a stare solo.. è la meccanica al tuo servizio.. è la dogana dei tuoi pregi. Ad elencar siffatte stravaganze mi trascino fuori, perlomeno fino al mento, da questo scivoloso qui pro quo, e sollevo occhi e naso, per appurare che anche la primavera lascia spazio all’inverno una volta all’anno senza resistenza alcuna.


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