Ultimi aggiornamenti: Sand – The Core RSS

  • ImparaReMiDo :: GiocanDoReMi

    aletd 08:55 il 02/06/2010 | 0 Permalink | Rispondi
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    Sei diventato grande – dice la tua coscienza. Sei diventato maturo – dice l’albero, mentre viene innaffiato dal tuo sangue. Ed è questo solo un punto di vista. Ma da qualsiasi sasso tu ti sieda a guardare il panorama davanti ai tuoi occhi vedrai il sole girare nella sua imperfetta, quotidiana, inutile giornata (senza con ciò nulla concedere al pessimismo).
    Impari a conoscerti, riflesso nelle lenti a specchio della gente; impari a conoscerti, soffiando in faccia al vento; impari a conoscerti, giocando a monopoli con uno sconosciuto. Nella guadagnata pazienza scarti dal mazzo le carte in esubero, mantenendo la coerenza di una partita dove a vincere è il tempo. Ed è tutto questione di musica.

     
  • Sonno triste

    aletd 09:39 il 23/04/2010 | 0 Permalink | Rispondi
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    L’immagine di un aliante trasportato dalle correnti calde che, incendiato dal sole, ti solletica la retina e l’immagine di uno stile brillantemente poetico, nella scia disegnata dalla coda e lisciata dalle nuvole e l’immagine della montagna, in estasi. Panchina, tu, e testa in su. Ed è come se tutt’intorno sfumasse d’essenza ed anima, nell’attimo in cui la tua vita s’è inserita in un sonno tanto simile ad un quadro solitario, dimenticato in un angolo della più vasta mostra d’arte moderna che esista. E’ un sonno lieto, senza fretta, senza invidia, senza vanità. Ma è un sonno triste, giacchè girando gli occhi verso l’altro umano, t’accorgi della frattura scomposta di un colore sporcato dalla scienza. Vorrei solo essere il sapore tiepido d’un viaggio.

     
  • All'orizzonte mi scoglio

    aletd 09:27 il 13/02/2010 | 0 Permalink | Rispondi
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    Io mare, io onda, io schiuma. Io mare, io onda, io pezzo di legno. Io mare, io onda, io carcassa di carne. Sbattuto, ribattuto, e attutito da correnti di pessima quantità contro questa roccia, scoglio, punta di diamante e sonnifero dopo lo scontro. E non c’è binario che mi diriga, che parta o che torni da quest’indeterminata, apparente, disarmonica, attraente destrutturazione di me stesso. Sento solo di avere l’opportunità di imparare dal sangue, e dalla cronica ricostruzione che le mie amate piastrine attuano ad atti neuronali inconsulti. Sento solo di essere stato riempito da acqua piovana in un momento di scarso smaltimento d’idrogeno. Sento solo di dovermi adeguare al filo d’Arianna, giacché il pensiero vola, la parola sorvola, la felicità suppone, e lo stare rimane.

     
  • Cattività da Photo Graphia

    aletd 10:01 il 15/01/2010 | 0 Permalink | Rispondi
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    Occhi appiccicati a quella foto. E le dava sicurezza, quanto il sole sorgesse quella mattina. Le dava speranza nel non sentirsi sola, accompagnata da quel passato che ora la osservava. Una pesante àncora che la teneva fissa a terra, come qualunque ricordo, dopotutto. Era assicurata si, ma pur sempre legata. Lacci invisibili le tenevano a freno i pensieri, nella sorda paura del buio. Lacci invisibili le programmavano il sentiero, segnato dal prima e perso nel dopo. Lacci invisibili le stiravano il sorriso e le alzavano il seno. Lacci di manette. Lacci di ricordi. Ed è come morire.

     
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