Ultimi aggiornamenti: Pensieri RSS

  • Zelotòs

    aletd 12:36 il 12/07/2010 | 0 Permalink | Rispondi
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    Abbarbicato sul sentiero che porta a cima K, mi ritrovai in una selva I, che di diritta via non s’era vista l’ombra. A ciò si aggiunge L, terzo punto e costante coefficiente angolare ch’ha, dal canto suo, una serena bidirezionalità e che quindi, detto ciò, raddoppierà L in una moltiplicazione a potenza. E se poi, in vetta K, si vedesse un cappello ed un bastone straniero, chiamato ora Y, la X diventerebbe variabile di gelosia.

    Così l’equazione prenderà forma in X = KILL Y con la successiva trasformazione in HAVE FUN. Pensiero. Piacevole.

     
  • ImparaReMiDo :: GiocanDoReMi

    aletd 08:55 il 02/06/2010 | 0 Permalink | Rispondi
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    Sei diventato grande – dice la tua coscienza. Sei diventato maturo – dice l’albero, mentre viene innaffiato dal tuo sangue. Ed è questo solo un punto di vista. Ma da qualsiasi sasso tu ti sieda a guardare il panorama davanti ai tuoi occhi vedrai il sole girare nella sua imperfetta, quotidiana, inutile giornata (senza con ciò nulla concedere al pessimismo).
    Impari a conoscerti, riflesso nelle lenti a specchio della gente; impari a conoscerti, soffiando in faccia al vento; impari a conoscerti, giocando a monopoli con uno sconosciuto. Nella guadagnata pazienza scarti dal mazzo le carte in esubero, mantenendo la coerenza di una partita dove a vincere è il tempo. Ed è tutto questione di musica.

     
  • Piloso di lana

    aletd 12:31 il 19/03/2010 | 0 Permalink | Rispondi
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    Messo sotto stress da pressioni filosofiche dell’ultim’ora propongo meritate inclinazioni terrestri. Tra queste: che sia quindi l’anima dentro al cervello o che sia il cervello dentro l’anima? Sempre esista un’anima ed esista un cervello. Sempre esista una risposta.

     
  • Sul pontile di Cahliea

    aletd 13:48 il 17/03/2010 | 0 Permalink | Rispondi
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    Seduto in riva al lago vedevo i pontili, come lingue appoggiate a respirare, nella loro struttura solida e accogliente. Appoggiato ai sassi del bagnasciuga attendevo il passaggio delle stagioni ed i miei primi capelli bianchi. Nei giorni di sole vedevo coppie salire sui mille pontili vicini, il loro rimanere abbrabbaciati e delicati su un misterioso filo d’essere, ma nessuno, e dico proprio nessuno, oltrepassava la catena posta all’inizio del pontile di Cahliea. Era a pochi metri da dov’ero seduto, alla mia destra, ed era di un legno scuro, sapeva d’antico, avendo un che di magico nel suo gettarsi sull’acqua per un centinaio di metri. In merito al suo incomprensibile isolamento ero arrivato a pensare ad una qualche maledizione o ad un veto culturale, ma non c’era viso aggrottato quando la gente gli passava vicino; sembrava che le persone semplicemente non lo vedessero. Ma fu così che un giorno di primavera, attraverso una strana bassa marea, vidi tra i pali del pontile una figura seduta in riva al lago appoggiata ai sassi del bagnasciuga, quasi fosse la mia immagine riflessa in uno specchio; lei però, al contrario del mio viso caduto in un stupore evidente, mi osservava e sorrideva come in deja-vù mai visto. Un impulso travestito da istinto mi fece alzare, e lei si alzò.. l’uno di fronte all’altra, capelli neri sulle spalle e due occhi al gusto di favola. Il resto è solo immagine o forse sogno, con due mani e un abbraccio dipinto a cento metri dalla riva, sul pontile di Cahliea.

     
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