L’immagine di un aliante trasportato dalle correnti calde che, incendiato dal sole, ti solletica la retina e l’immagine di uno stile brillantemente poetico, nella scia disegnata dalla coda e lisciata dalle nuvole e l’immagine della montagna, in estasi. Panchina, tu, e testa in su. Ed è come se tutt’intorno sfumasse d’essenza ed anima, nell’attimo in cui la tua vita s’è inserita in un sonno tanto simile ad un quadro solitario, dimenticato in un angolo della più vasta mostra d’arte moderna che esista. E’ un sonno lieto, senza fretta, senza invidia, senza vanità. Ma è un sonno triste, giacchè girando gli occhi verso l’altro umano, t’accorgi della frattura scomposta di un colore sporcato dalla scienza. Vorrei solo essere il sapore tiepido d’un viaggio.