Qualche secolo fa lo sguardo della luna era un cero ecclesiale. Ora si avvicina al faro nella notte, in una trasformazione da sentiero senza sorgente e senza vizio alcuno. Che sia quindi la storia, portatrice della solita manciata di esperienze, a dirigere la nostra apertura superficiale al significato? Ma è storia anche il racconto traumatico di un rifugiato, o l’espressione idiomatica di un Siamese incazzato. E’ storia, e quindi traghettatrice di continuità e di metaforico destino, nell’intarsio dello stravagante disegno sulla vestaglia di Lei.
E’ ora del tè.