Io, sempre pronto a proiettarmi come un agrume in una radice d’altri. Io, sempre curioso di poter essere il concepiente dell’immagine retinica altrui. Io, esteta del probabile incorporamento di soggetti di Matrioška. Edera e testimone, fungo e cialtrone. E se, per caso, qualcuno dicesse che questo lavoretto non sia in realtà affar mio si sbaglia. Come in effetti sbaglia il radicale convinto della potenziale ed assoluta comprensione dell’altro, in un quadro dove il chiunque non può diventare il chiunque altro. E nemmeno sospettare di poterlo prendere per mano, partendo da livelli inconsistenti, portandosi a conoscersi. Sorge quindi un impulso di noia; il mio posto è Altrove.
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A ciascuno il parziale
aletd